Inserisci le parole chiave e premi Vai →

Papa Francesco: un'eredità di pace e di difesa dell'ambiente

Papa Francesco, paladino dei poveri e degli emarginati, è ricordato per il suo impegno a favore della pace, della lotta per il clima e del dialogo interreligioso.

Zebra48bo, CC BY-SA 4.0, tramite Wikimedia Commons
Di Ylenia Granitto
Maggio. 1, 2025 12:23 UTC
669
Zebra48bo, CC BY-SA 4.0, tramite Wikimedia Commons
Sintesi Sintesi

Papa Francesco, nato a Buenos Aires nel 1936, è stato capo della Chiesa cattolica fino alla sua morte, avvenuta nel 2025. Noto per il suo impegno a favore dei poveri, della lotta per il clima e della pace, la sua scomparsa è stata commossa in tutto il mondo, con i leader mondiali presenti ai suoi funerali in Vaticano. Inoltre, è stato il primo Papa a scegliere il nome Francesco e ha promosso la pace in Medio Oriente attraverso gesti simbolici come la piantumazione di ulivi.

Nato Jorge Mario Bergoglio il 17 dicembre 1936 a Buenos Aires da genitori immigrati italiani, Papa Francesco è stato capo della Chiesa cattolica e sovrano della Città del Vaticano dal 13 marzo 2013 fino alla sua morte per ictus, avvenuta il 21 aprile 2025. 

Difensore dei poveri e degli emarginati, promotore dell'azione per il clima e promotore del dialogo interreligioso, acclamato da molti come un riformatore, la sua scomparsa ha suscitato lutto in tutto il mondo. 

Papa Francesco ci ha insegnato soprattutto ad amare. Dall'amore nasce il coraggio di denunciare le ingiustizie e l'impegno a costruire un mondo umano, solidale e fraterno.- Mattia Ferrari, cappellano, Mediterranea Saving Humans

L'aprile 26th, numerosi leader mondiali e decine di migliaia di persone hanno partecipato al suo funerale in Piazza San Pietro in Vaticano, seguito dalla processione verso la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, dove è stato sepolto.

Tra i tanti primati conseguiti – tra cui quello di essere il primo nato nelle Americhe – fu il primo papa a scegliere il nome Francesco, come il Santo di Assisi che abbracciò gli ideali di povertà, umiltà e pace.

Vedi anche:Incoraggiato dai premi, il produttore ufficiale di olio d'oliva del Papa guarda al raccolto

Un estratto dell'ultima dichiarazione rilasciata il 20 aprileth, che è stata letta dall'arcivescovo Diego Ravelli prima di impartire la Urbi e orbi benedizione per la Pasqua, racchiude in sé i valori fondanti del suo pontificato. 

"Quanto disprezzo si suscita a volte verso i vulnerabili, gli emarginati, i migranti!», ha scritto Papa Francesco. "In questo giorno, vorrei che tutti noi riaccendessimo la speranza e ravvivassimo la fiducia negli altri, anche in coloro che sono diversi da noi o che provengono da terre lontane, portando con sé usanze, stili di vita e idee sconosciute. Perché tutti siamo figli di Dio. Vorrei che rinnovassimo la speranza che la pace sia possibile.

L'impegno di Francesco per la pace divenne presto evidente. Il 9 giugno 2014, l'anno dopo la sua elezione, incontrò il presidente israeliano Shimon Peres e il presidente palestinese Abu Mazen per piantare un ulivo nei giardini della Città del Vaticano e invocare la pace in Terra Santa.

I due leader politici erano stati invitati durante il viaggio apostolico del Papa in Medio Oriente il mese precedente, quando aveva visitato Amman in Giordania, Betlemme in Palestina e Gerusalemme in Israele.

Già in quell'occasione, dopo un incontro con i sacerdoti e i fedeli nella Chiesa di tutte le Nazioni, detta anche Basilica dell'Agonia, a Gerusalemme, Francesco aveva piantato un ulivo nella Giardino del GetsemaniL'olivo era una talea prelevata da uno degli otto alberi di 1,000 anni nel giardino per garantire la continuità del patrimonio genetico di queste maestose piante.

Poche settimane dopo, su iniziativa di Francesco, si è svolto nei Giardini Vaticani l'evento "Invocazione per la Pace in Terra Santa". Francesco ha accolto Peres e il Presidente Mazen con un lungo abbraccio. Poi, davanti a Papa Francesco, i due presidenti si sono salutati con un abbraccio.

Anche il Patriarca Ecumenico Bartolomeo di Costantinopoli era presente all'incontro, che ha incluso letture di preghiere di tradizione ebraica, cattolica e islamica. La piantumazione di un giovane ulivo ha rappresentato il culmine dell'evento, trasmettendo un potente messaggio di pace.

L'8 giugno 2024, il pontefice commemorò lo storico incontro nel suo decimo anniversario con una cerimonia. Davanti a quell'ulivo, ora cresciuto e rigoglioso, pregò per la pace in Palestina e Israele.

Francesco ha rivolto l'ultimo degli innumerevoli appelli per la pace in Medio Oriente nella suddetta dichiarazione di Pasqua, in cui ha anche invocato la pace, la riconciliazione e il ripristino della giustizia in Europa, Medio Oriente e Africa.

Poiché riteneva che la giustizia sociale fosse strettamente interconnessa alla giustizia climatica, Francesco è stato anche il primo Papa a impegnarsi nell'azione per il clima.

La sua seconda lettera enciclica Laudato si' (Laudato si'), che prende il nome dal Cantico delle Creature, composto da San Francesco nel 1224, è il primo scritto da un Papa sul tema dell'ambiente.

Cookie per pubblicità
Cookie per pubblicità

Il documento fondamentale, sottotitolato "Sulla cura della casa comune”, introduce il concetto di "ecologia integrale”, sottolineando "quanto sia inscindibile il legame tra la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore.”

Per questo motivo, il 2 febbraio 2023, Francesco ha avviato nella sua residenza di Castel Gandolfo, vicino a Roma, il progetto Borgo Laudato Si', per promuovere i principi descritti nell'enciclica.

Papa Francesco accolto da una folla di fedeli durante una recente apparizione pubblica in papamobile. (Foto: Riccardo De Luca)

La tenuta Borgo Laudato Si' si estende su 55 ettari, di cui 35 ettari di giardini e 20 ettari di terreni agricoli, serre ed edifici di servizio.

Gli ulivi sono una delle sette principali specie arboree scelte come simboli del progetto, insieme al cedro, al cedro, al bosso, al cipresso, al leccio e alla magnolia.

Basato sui tre pilastri dell'educazione ecologica integrale – economia circolare e generativa e sostenibilità ambientale – Borgo Laudato si' ospita corsi di formazione professionale e educativa, seminari ed eventi culturali. La tenuta è anche aperta al pubblico.

I suoi frutteti comprendono alberi di Pendolino, Frantoio, Rosciola e Vernina da cui olio extravergine d'oliva è prodotto. 

Nella tenuta si possono trovare altre varietà di ulivo, tra cui la varietà Pigeon Egg, la varietà Taggiasca e un albero proveniente dal Giardino del Getsemani, donato a Papa Paolo VI da Re Hussein di Giordania.

Nel 2021, il quotidiano della Città del Vaticano, L'Osservatore Romano, ha dedicato un articolo al ramoscello d'ulivo che, dopo celebrando la Messa della Domenica delle Palme nella Basilica di San Pietro, Papa Francesco ha portato con sé a Casa Santa Marta (la foresteria che ha scelto come suo alloggio anziché il più lussuoso Palazzo Apostolico, che dovrebbe essere la residenza papale ufficiale).

In quel ramoscello d'ulivo ci sono le attese e le paure dell'umanità, scrive il quotidiano, "ma proprio quelle foglie d'ulivo infinitamente piccole, simbolo di vera pace, nelle mani del successore di Pietro sono segno di una speranza che non muore. Segno di risurrezione.

Padre Mattia Ferrari, cappellano a bordo della nave di salvataggio migranti gestita dalla piattaforma della società civile Mediterranea Saving Humans, era molto vicino al defunto Papa per il suo impegno a favore dei migranti e dei rifugiati.

"Papa Francesco ci ha insegnato soprattutto ad amare”, ha detto Ferrari Olive Oil Times. "Dall'amore nasce il coraggio di denunciare le ingiustizie e l'impegno a costruire un mondo umano, solidale e fraterno. Dobbiamo imparare da Lui ad amare, e con questo amore potremo proseguire il cammino che Lui ha tracciato per salvarci a vicenda.



Condividi questo articolo

Cookie per pubblicità

Articoli Correlati